Nel settembre 2011 la Società Autocamionale della Cisa ha indetto l’appalto per la progettazione esecutiva e la realizzazione del primo stralcio del raccordo autostradale Autocisa-Autobrennero, una delle “grandi opere” inserite nella Legge Obiettivo. Questo primo stralcio riguarda una tratta di circa 10 Km tra Ponte Taro e San Quirico per un costo complessivo di 513 milioni di Euro. L’importo risulta finanziato da Autocisa, ma in realtà è pagato interamente dagli utenti dell’autostrada. In cambio della realizzazione di questo primo stralcio, la società Autocisa ha infatti ottenuto il rinnovo, senza gara, della concessione autostradale fino al 2031 e la possibilità di incrementare le tariffe nel periodo 2011–2018 del 7,5 % all’anno, per un rincaro complessivo del 78% (Delibera CIPE 22-01-2010). La rimanente parte dell’opera, la tratta San Quirico – Nogarole Rocca comprensiva di un nuovo ponte sul fiume Po, risulta a carico dello Stato per un costo superiore ai 2 miliardi di euro, 40.000 miliardi di vecchie lire, per i quali non vi è copertura finanziaria. Con l’attuale situazione di crisi della finanza pubblica si fatica ad immaginare dove e quando queste risorse potranno mai essere reperite. Questo primo stralcio del raccordo autostradale, presentato da tutti gli schieramenti politici come una grande opportunità di sviluppo, rimarrà di fatto un moncone sospeso nella bassa parmense. Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di una grande opera inutile, finanziata dai cittadini-utenti, che arrecherà un irreversibile danno al territorio senza apportare alcun reale beneficio che non siano le imprescindibili tangenziali di Viarolo e Ronco Campo Canneto.
Per cercare di capire quali sono le logiche e i processi che portano in Italia a promuovere costose grandi opere pubbliche senza tenere conto della loro reale utilità e di attente valutazioni costi e benefici e per verificare se vi sia ancora spazio per impedire questo spreco economico ed ambientale, il WWF Parma, con il supporto del WWF Emilia Romagna e in collaborazione con il Comitato per la tutela del territorio di Trecasali, organizza giovedì 10 novembre alle ore 17,30 presso la Corale Verdi, un incontro pubblico con l’Ing. Ivan Cicconi, uno dei maggiori esperti nazionali di infrastrutture e lavori pubblici, direttore dell’Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e autore di numerosi saggi, tra cui il recente “Il libro nero dell’alta velocità” che sarà presentato nell’occasione. La serata sarà introdotta da Cinzia Morsiani, presidente del WWF Emilia Romagna, che farà alcune valutazioni sul Piano Regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti (PRIT) e da Flavia Corradi, del Comitato per la tutela del territorio di Trecasali, che illustrerà il progetto del raccordo autostradale e gli impatti che avrà sul territorio parmense.