Dossier sul consumo di territorio

L'urbanizzazione in ItaliaMercoledì 1 feb­braio è stato pre­sen­tato il rap­porto curato da FAIWWF sul con­sumo di territorio.

Dal dos­sier emerge uno sce­na­rio pre­oc­cu­pante, con delle pro­spet­tive di cemen­ti­fi­ca­zione nell’ordine dei 75 ettari al giorno per i pros­simi 20 anni. A par­tire dai dati inquie­tanti che ven­gono messi in luce nella ricerca, come l’inspegabile aumento di edi­fi­ca­zione per­sino nei Comuni che si sono svuo­tati a causa dell’emigrazione (oltre 800 mq per ogni abi­tante perso), FAIWWF pro­pon­gono anche una road map ‘Anti-cemento’: limiti alla edi­fi­ca­zione nei piani pae­sag­gi­stici e mora­to­ria delle nuove costru­zioni, lotta all’abusivismo, l’uso della leva fiscale, fasce di rispetto per tute­lare le coste e i fiumi.

Il rap­porto può essere sca­ri­cato diret­ta­mente dal sito del WWF.

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Scarica il dos­sier.

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Una proposta di giornalismo partecipato

Banner di Salviamo il paesaggioAltraeconomia lan­cia una pro­po­sta intri­gante sul tema del con­sumo di suolo: un’inchiesta par­te­ci­pata che rac­conti come gli enti locali pos­sono sal­vare il territorio.

L’idea è quella di rea­liz­zare un ser­vi­zio gior­na­li­stico mul­ti­me­diale rac­co­gliendo “inter­vi­ste, docu­menti, foto, testi che rac­con­tino in tutto il Paese le sto­rie di ammi­ni­stra­tori locali che fer­mano il con­sumo di suolo, e si imma­gi­nano un’alternativa per il loro ter­ri­to­rio, insieme ai con­cit­ta­dini”.

Chiunque voglia dare un con­tri­buto può par­te­ci­pare gra­zie alla col­la­bo­ra­zione di Timu, una piat­ta­forma di infor­ma­zione par­te­ci­pata che ha messo a dispo­si­zione gli stru­menti infor­ma­tici neces­sari: Altraeconomia — Salviamo il pae­sag­gio.

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L’altro pianeta” parla del consumo di suolo

Consumiamo il suoloSabato 24 dicem­bre, alle ore 15.00 “L’altro pia­neta” ospi­terà Nicola Dall’Olio in veste di regi­sta de “Il suolo minacciato”.

La tra­smis­sione di Radio24 che parla di soste­ni­bi­lità ambien­tale, con­dotta da Laura Bettini, pren­derà spunto da casi di cro­naca recente per appro­fon­dire la deli­cata que­stione del con­sumo di suolo.

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Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori

Salviamo il PaesaggioDomenica 27 novem­bre si è svolta a Roma la prima riu­nione di coor­di­na­mento del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio.

Scarica il ver­bale della riu­nione!

Il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori è un aggre­gato di asso­cia­zioni e cit­ta­dini di tutta Italia (sul modello del Forum per l’acqua pub­blica), che, Continue rea­ding

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Autostrada Ti-BRE — Una grande opera inutile e dannosa

Nel set­tem­bre 2011 la Società Autocamionale della Cisa ha indetto l’appalto per la pro­get­ta­zione ese­cu­tiva e la rea­liz­za­zione del primo stral­cio del rac­cordo auto­stra­dale Autocisa-Autobrennero, una delle “grandi opere” inse­rite nella Legge Obiettivo. Questo primo stral­cio riguarda una tratta di circa 10 Km tra Ponte Taro e San Quirico per un costo com­ples­sivo di 513 milioni di Euro. L’importo risulta finan­ziato da Autocisa, ma in realtà è pagato inte­ra­mente dagli utenti dell’autostrada. In cam­bio della rea­liz­za­zione di que­sto primo stral­cio, la società Autocisa ha infatti otte­nuto il rin­novo, senza gara, della con­ces­sione auto­stra­dale fino al 2031 e la pos­si­bi­lità di incre­men­tare le tariffe nel periodo 2011–2018 del 7,5 % all’anno, per un rin­caro com­ples­sivo del 78% (Delibera CIPE 22-01-2010). La rima­nente parte dell’opera, la tratta San Quirico – Nogarole Rocca com­pren­siva di un nuovo ponte sul fiume Po, risulta a carico dello Stato per un costo supe­riore ai 2 miliardi di euro, 40.000 miliardi di vec­chie lire, per i quali non vi è coper­tura finan­zia­ria. Con l’attuale situa­zione di crisi della finanza pub­blica si fatica ad imma­gi­nare dove e quando que­ste risorse potranno mai essere repe­rite. Questo primo stral­cio del rac­cordo auto­stra­dale, pre­sen­tato da tutti gli schie­ra­menti poli­tici come una grande oppor­tu­nità di svi­luppo, rimarrà di fatto un mon­cone sospeso nella bassa par­mense. Ci tro­viamo di fronte all’ennesimo caso di una grande opera inu­tile, finan­ziata dai cittadini-utenti, che arre­cherà un irre­ver­si­bile danno al ter­ri­to­rio senza appor­tare alcun reale bene­fi­cio che non siano le impre­scin­di­bili tan­gen­ziali di Viarolo e Ronco Campo Canneto.

Per cer­care di capire quali sono le logi­che e i pro­cessi che por­tano in Italia a pro­muo­vere costose grandi opere pub­bli­che senza tenere conto della loro reale uti­lità e di attente valu­ta­zioni costi e bene­fici e per veri­fi­care se vi sia ancora spa­zio per impe­dire que­sto spreco eco­no­mico ed ambien­tale, il WWF Parma, con il sup­porto del WWF Emilia Romagna e in col­la­bo­ra­zione con il Comitato per la tutela del ter­ri­to­rio di Trecasali, orga­nizza gio­vedì 10 novem­bre alle ore 17,30 presso la Corale Verdi, un incon­tro pub­blico con l’Ing. Ivan Cicconi, uno dei mag­giori esperti nazio­nali di infra­strut­ture e lavori pub­blici, diret­tore dell’Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e autore di nume­rosi saggi, tra cui il recente “Il libro nero dell’alta velo­cità” che sarà pre­sen­tato nell’occasione. La serata sarà intro­dotta da Cinzia Morsiani, pre­si­dente del WWF Emilia Romagna, che farà alcune valu­ta­zioni sul Piano Regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti (PRIT) e da Flavia Corradi, del Comitato per la tutela del ter­ri­to­rio di Trecasali, che illu­strerà il pro­getto del rac­cordo auto­stra­dale e gli impatti che avrà sul ter­ri­to­rio parmense.

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Le cattive abitudini dell’urbanistica

Parma, loca­lità Ugozzolo: accordi di programma

Riportiamo un nuovo arti­colo di Paolo Scarpa sulle vicende urba­ni­sti­che par­mi­giane, pub­bli­cato nell’edizione del 15 luglio del set­ti­ma­nale Il nuovo di Parma.

 

Era il 1975, quando il cosid­detto scan­dalo edi­li­zio di Parma mise in luce l’esistenza di una com­mi­stione ille­cita tra inte­ressi pub­blici e pri­vati, attorno alla que­stione urba­ni­stica dell’area dire­zio­nale di via Montebello, uno scan­dalo che coin­volse tutta l’amministrazione, di sini­stra, che gover­nava la città e buona parte del mondo impren­di­to­riale dell’edilizia. La rea­zione che ne seguì portò una ven­tata di aria pulita, che sem­brava avere cam­biato il volto opaco della città, resti­tuen­dole dignità. A tren­ta­cin­que anni da quel 1975, il ter­re­moto giu­di­zia­rio di que­ste set­ti­mane ci dice che le cat­tive abi­tu­dini non erano state affatto sra­di­cate, ma erano rima­ste latenti, rimosse dalla coscienza col­let­tiva di que­sta città. Errare è umano, per­se­ve­rare rivela invece pato­lo­gie pro­fonde in un tes­suto sociale e politico.

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Il vero “Sacco di Parma”

Parma — Area indu­striale SPIP

Negli ultimi giorni il Comune di Parma è venuto alla ribalta della cro­naca giu­di­zia­ria per vicende di cor­ru­zione e tan­genti negli appalti del verde urbano che vedono coin­volti alti diri­genti dell’Ente e di Iren, oltre che impren­di­tori del set­tore. Sono vicende cer­ta­mente gravi sul piano penale ed etico che deno­tano un sistema di radi­cata cor­ru­tela e di disprezzo delle regole fon­da­men­tali dell’amministrazione della cosa pub­blica. Ma sono anche tutto som­mato vicende mode­ste sia nell’entità degli importi distratti alle casse pub­bli­che che nel dise­gno delle ope­ra­zioni ille­cite. Si parla di fio­riere, toe­let­ta­tura di cani, giar­dini pen­sili: roba da tragattini.

Ben altra por­tata e regia hanno invece avuto ope­ra­zioni urba­ni­sti­che a dir poco disin­volte che hanno arri­chito pochi per­so­naggi avver­titi pro­du­cendo  debiti per decine di milioni di euro e costi ter­ri­to­riali che con­ti­nue­ranno a pesare in futuro sulla col­let­ti­vità e le casse comu­nali.  E’ con que­ste ope­ra­zioni, che sol­le­vano que­stioni di respon­sa­bi­lità poli­tica prima ancora che penale, che si attua il vero  “sacco di Parma”, quello che ha deva­stato il ter­ri­to­rio e por­tato il Comune sull’orlo del fal­li­mento. Un caso emble­ma­tico e pur­troppo poco noto è quello della SPIP: ne dà un mira­bile affre­sco Paolo Scarpa nell’editoriale pub­bli­cato oggi sul set­ti­ma­nale Il nuovo di Parma che qui riportiamo.

Affari per pochi danni per tutti

di Paolo Scarpa Continue rea­ding

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La posizione del WWF sul nuovo PSC di Parma

San Prospero — Il nuovo corso dell’urbanistica parmigiana

Il 14 giu­gno il Comune di Parma, rap­pre­sen­tato dall’assessore all’urbanistica Manfredi e dall’assessore all’ambiente  Sassi, ha orga­niz­zato un incon­tro con le asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste della città per pre­sen­tare il nuovo PSC “a con­sumo suolo zero”. Doveva essere un incon­tro di infor­ma­zione, di ascolto, di cri­tica costrut­tiva e di con­fronto. Purtroppo così non è stato. Benché non fosse pre­vi­sta la par­te­ci­pa­zione dei media e della stampa, l’assessore Manfredi si è infatti pre­sen­tato accom­pa­gnato da una gior­na­li­sta della Gazzetta di Parma. La palese scor­ret­tezza ha for­te­mente con­di­zio­nato il dibat­tito. Legambiente ha rifiu­tato di inter­ve­nire. In com­penso sono inter­ve­nute non meglio iden­ti­fi­cate  asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste, come Fareambiente, che hanno ovvia­mente cele­brato il nuovo corso dell’urbanistica comu­nale pren­dendo per buono tutto quello che veniva amman­nito dagli Assessori. Il WWF ha cer­cato di dire la sua e di sot­to­li­neare alcune evi­denti con­trad­di­zioni tra le dichia­ra­zioni roboanti di cam­bio di para­digma cul­tu­rale e la siste­ma­tica cemen­ti­fi­ca­zione per­se­guita dal Comune negli ultimi anni. Ma ormai il clima si era gua­stato. L’incontro, che si pen­sava dovesse ser­vire per un reale con­fronto nel merito, si era ormai rive­lato per quello che era: l’ennesima occa­sione da sfrut­tare per cele­brare sul quo­ti­diano più letto dai par­mi­giani le scelte lun­gi­mi­ranti del Comune e il con­senso gene­ra­liz­zato che que­ste susci­tano. Puntuale è arri­vato l’articolo agio­gra­fico che omet­teva i rilievi sol­le­vati dal WWF. Il WWF ha quindi scritto una let­tera alla Gazzetta di Parma che è stata pub­bli­cata nell’edizione di sabato e che di seguito ripor­tiamo per onore di cro­naca. Continue rea­ding

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Vicofertile o Gomorra?

Il pae­sag­gio è lo spec­chio di una società e dei suoi rap­porti con il ter­ri­to­rio. E’ espres­sione di una cul­tura, di una sto­ria. Parla di noi, della nostra iden­tità. Guardando un pae­sag­gio pos­siamo capire molto cose della comu­nità che lo ha pro­dotto e di chi la governa. Della loro sen­si­bi­lità. Dei loro valori. Girando nei din­torni di Parma, sem­pre più spesso il pae­sag­gio che si incon­tra è quello del degrado, dello spreco, della brut­tezza. E’ lo stesso pae­sag­gio dei luo­ghi domi­nati dalla cri­mi­na­lità orga­niz­zata che della distru­zione e dello sfrut­ta­mento del ter­ri­to­rio hanno fatto una delle loro prin­ci­pali fonti di ric­chezza a disca­pito di chi vi abita. Qui siamo a Vicofertile, ma potremmo essere in uno qual­siasi dei luo­ghi di Gomorra. Un vico fer­tile che non potrà più essere tale, detur­pato, sac­cheg­giato, reso irri­co­no­sci­bile dagli appe­titi incon­trol­lati della spe­cu­la­zione e della ren­dita immo­bi­liare. E dalle poli­ti­che urba­ni­sti­che che li hanno asse­con­dati. Promosse da que­gli stessi per­so­naggi che ora par­lano di cam­bio di para­digma cul­tu­rale. Senza nem­meno pren­dersi la respon­sa­bi­lità della deva­sta­zione cul­tu­rale, prima ancora che ter­ri­to­riale, che hanno fino ad oggi pro­dotto. Senza nem­meno capire.

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Parma capitale del consumo di suolo

L’allarme che ave­vamo lan­ciato con il film per l’incontrollata cemen­ti­fi­ca­zione della cosid­detta Food Valley, dopo essere stato con­fer­mato dal rap­porto 2010 del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo, trova ora riscon­tro anche a livello euro­peo. In un recente comu­ni­cato della Commissione Europea, che mette in guar­dia con­tro i rischi ed i costi cre­scenti con­nessi con l’impermeabilizzazione dei suoli, la pro­vin­cia di Parma viene indi­cata come una delle aree del con­ti­nente dove il feno­meno risulta più grave ed acce­le­rato. Nella sua ansia di pri­meg­giare e di essere capi­tale di qual­cosa, Parma può ora van­tare anche il pri­mato della cemen­ti­fi­ca­zione in Europa. Un vero para­dosso per chi vor­rebbe pure essere la capi­tale dell’agroalimentare.

Di seguito il testo inte­grale del comu­ni­cato CE nella ver­sione ita­liana Continue rea­ding

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