Le ragioni del blog

Il blog “Il suolo minac­ciato” nasce da un pro­getto di svi­luppo di Associazione Donne Ambientaliste in Collaborazione con Forum Solidarietà, Centro Servizi del Volontariato di Parma.

L’obbiettivo del pro­getto è di sti­mo­lare l’impegno della cit­ta­di­nanza nel pren­dersi in carico la que­stione ambien­tale come una que­stione per­so­nale e comu­ni­ta­ria nello stesso tempo, attra­verso una mas­sic­cia dif­fu­sione di infor­ma­zioni ed espe­rienze che per­met­tano alle per­sone di orien­tarsi nel fare scelte di comportamento.

A tal fine, dalla siner­gia di alcune asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste di Parma e pro­vin­cia tra cui ADA (Associazione Donne Ambientaliste), WWF, Legambiente, Le Città Invisibili, Il Borgo, è nata l’idea di divul­gare in modo dif­fuso, ren­den­dole più frui­bili, infor­ma­zioni su un tema ambien­tale fon­da­men­tale per il ter­ri­to­rio locale, uti­liz­zando uno stru­mento infor­ma­tico di capil­lare dif­fu­sione via Internet, ossia il blog.

Partendo dal film il Suolo Minacciato, nato dall’esperienza di volon­tari che con com­pe­tenza pro­fes­sio­nale hanno rac­colto con­tri­buti scien­ti­fici e cul­tu­rali di pre­sti­gio e di inos­si­da­bile affi­da­bi­lità, le asso­cia­zioni vogliono pro­porre un luogo in rete dove tutti pos­sano pub­bli­care foto, rac­con­tare fatti, ripor­tare noti­zie per denun­ciare le diverse situa­zioni di abuso del nostro ter­ri­to­rio, con­fron­tan­dosi, ma soprat­tutto met­tendo in evi­denza ciò che spesso viene tenuto nascosto.

4 Responses to Le ragioni del blog

  1. Mara Saccani says:

    Carissimo Nicola, voglio pub­bli­ca­mente con­fer­mare tutta la stima di cui sono capace per il lavoro che stai facendo con intel­li­gente senso cri­tico. Il tuo film è pia­ciuto mol­tis­simo al pub­blico di Dosolo. Il com­mento più inte­res­sante e ricor­rente è stato: “final­mente qual­cuno che dice bene ciò che penso anch’io”. Con il tuo film hai inter­cet­tato il disgu­sto che molte per­sone pro­vano per il suolo minac­ciato, e che, per motivi di mezzi e occa­sioni , non pos­sono o non rie­scono ad espri­mere. La nostra pic­cola sala, 110 posti a sedere + 15 sedie tirate fuori dal depo­sito, total­mante gra­mita e inte­res­sata, ti ha, spero, un pò risar­cito per l’ immane impe­gno.
    Il nostro augu­rio è quello di vedere usare il tuo film in sedi isti­tu­zio­nali, cioè in quei par­la­menti che hanno in mano le sorti di regioni e nazione, affin­chè qual­cosa final­mente cambi. Tienici infor­mati su quello che fai, noi siamo al tuo fianco per la divul­ga­zione.
    Saluti fra­terni
    Mara Saccani del cir­colo Gulliver

  2. massimo sartori says:

    salve, mi inte­res­sano que­sti argo­menti ma sopra­tutto il Comitato tutela ter­ri­to­rio Trecasali (mio figlio vive la). Però sono mesi che ne sento par­lare ma non sono ancora riu­scito ad avere un numero di tele­fono o una mail per met­termi in con­tatto e magari par­te­ci­pare alle assem­blee. Se potete aiu­tarmi tante grazie.

  3. Complimenti vivis­simi, per sal­vare il pae­sag­gio ed i Beni Culturali occorre sopra­tutto una bat­ta­glia civile

  4. UNA CARTOLINA ON-LINE CONTRO IL POLO AGROINDUSTRIALE DI BARCON (www.villaemo.org)
    A Barcon, ad 1,7 in linea d’aria da Villa Emo, si intende costruire UN POLO AGROINDUTRIALE : un MACELLO (il più grande in Europa), un cen­tro com­mer­ciale (stral­ciato?) ed una CARTIERA (atti­vità inqui­nante di 1 classe), su quasi 90 ettari, 180 campi tre­vi­giani, nella nostra cam­pa­gna in cam­bio della rea­liz­za­zione di pochi chi­lo­me­tri di strada e di un ulte­riore casello sulla costruenda strada Pedemontana.
    Si cemen­ti­fi­che­ranno irre­ver­si­bil­mente un’area agri­cola, la cui super­fi­cie coperta è ben più grande (quasi il dop­pio) di quella tanto discussa e con­te­stata di Veneto City in pro­vin­cia di Venezia, pre­vio uno SCAVO per l’estrazione di ottima ghiaia, di poco meno di 2.000.000 di metri cubi.
    La Fondazione Villa Emo, che si è oppo­sta fin da subito a tale SCEMPIO, è stata rice­vuta dal pre­si­dente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha assi­cu­rato il suo appog­gio per “la sal­va­guar­dia dell’integrità di un ter­ri­to­rio di rara bel­lezza”.
    Le 9 orga­niz­za­zioni impren­di­to­riali della pro­vin­cia di Treviso, assieme alle 3 sigle sin­da­cali (nel silen­zio di Unindustria), hanno chie­sto di recu­pe­rare le aree pro­dut­tive dismesse (ce ne sono per 20 milioni di mq.), di rispet­tare il PTCP pro­vin­ciale prima di inter­ve­nire su Barcon. Inoltre per quanto riguarda l’occupazione la rea­liz­za­zione del Polo Agro-industriale non incen­tiva un’occupazione sta­bile, qua­li­fi­cata ed a somma posi­tiva, e con valore aggiunto, senza dare ai nostri gio­vani un futuro e meno pre­ca­riato. Un ‘occu­pa­zione di qua­lità per­ché deve essere di qua­lità, non di quan­tità. Unici con­trari sem­brano essere il sin­daco di Vedelago Paolo Quaggiotto con la sua giunta, ed il pre­si­dente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro.
    Fondazione Villa Emo si è dichia­rata dispo­ni­bile a soste­nere i costi di una con­sul­ta­zione popo­lare con sistema elet­tro­nico, al fine di dar voce la popolo, alla gente, uno stru­mento col quale il cit­ta­dino possa mani­fe­stare il pro­prio parere nella gestione della comu­nità su temi di straor­di­na­ria rile­vanza per il ter­ri­to­rio verso i quali sia mani­fe­sta la con­tra­rietà a tali inter­venti. Il Sindaco dI Vedelago, con la sua mag­gio­ranza ha detto NO !
    Allora cosa si può fare ? Attivare i cit­ta­dini con­trari al pro­getto, di Vedelago e Castelfranco, di Montebelluna, Trevignano e degli altri comuni limi­trofi, per­ché inte­res­sati diret­ta­mente od indi­ret­ta­mente, per­ché il ter­ri­to­rio ed il pae­sag­gio è un bene di tutti, a com­pi­lare la car­to­lina con­tro l’insediamento di Barcon, diret­ta­mente dal sito http://www.villaemo.org

    L’appetito di qual­cuno divo­rerà la terra e die­tro a lui resterà solo il deserto”.
    Grazie per l’attenzione.
    Nicola Di Santo (Fondazione Villa EMO)

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