Come Paolo di Tarso sulla strada di Damasco, la Giunta comunale di Parma, con in testa il sindaco e l’assessore all’urbanistica, pare essere stata colta da improvvisa quanto radicale conversione. Dopo avere devastato il territorio a colpi di betoniere e cemento con lo stesso zelo e convinzione con cui San Paolo perseguitava i primi cristiani, la Giunta, forse folgorata dalla crisi edilizia e dalla montagna di debiti che lei stessa ha contribuito a creare, abbandona il proprio credo di deregolamentazione urbanistica e di illimitata espansione urbana, per abbracciare una fede nuova, diametralmente opposta, all’insegna del consumo di suolo zero, della sostenibilità e della riqualificazione dell’esistente.
Lo fa presentando a soli 4 anni di distanza dall’approvazione del PSC di Ubaldi, un nuovo PSC che, a detta del Sindaco, punterà ad una crescita qualitativa e non più solo quantitativa della città: “Dall’espansione verso nuovi confini l’obiettivo sarà in assoluto la riqualificazione di quanto è già costruito. E la nostra idea di partenza è di non prevedere più il consumo di neppure un metro di terreno agricolo che non fosse già previsto negli strumenti urbanistici in vigore.” [Gazzetta di Parma 24-05-2011] Continue reading









